TIA: cos’è, come si cura

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Di fronte a certi segni particolari, c’è di che spaventarsi, pensando sempre alla peggiore delle ipotesi, peraltro verosimile. deformazioni del viso improvvise, improvvise perdite di sensibilità e forza soprattutto agli arti di un lato, depongono per incidenti vascolari cerebrali che richiedono trattamenti urgenti.

Cosa è L’Ictus

Da come hai letto in introduzione, stiamo parlando di incidenti vascolari che interessano il cervello, maggiormente conosciuti con il terribile termine “Ictus”.

Quando viene posta questa diagnosi c’è sempre da preoccuparsi perché se il danno è esteso e soprattutto interessa certa aree cerebrali, è a rischio la vita, altrimenti nell’assoluta maggioranza dei casi si riportano danni permanenti più o meno gravi.

L’Ictus consiste in un’interruzione nell’irrorazione di porzioni del cervello che, di conseguenza, vanno incontro a morte delle cellule interessate e perdita di funzioni per le quali quelle cellule provvedevano.

L’Ictus si realizza per rottura di vasi sanguigni che, quindi, provocano un’emorragia cerebrale con il sangue che non arriva più al distretto di destinazione oppure per evento di blocco della circolazione all’interno di vasi sanguigni cerebrali.

Cosa è il TIA

TIA è un acronimo di parole inglesi che, tradotte, significano attacco ischemico transitorio. Il Tia si riferisce a attacchi ischemici nel cervello, in modo molto analogo a come avviene nell’Ictus, tanto che il TIA è anche chiamato “Piccolo Ictus”.

Ciò che lo differenzia notevolmente dall’Ictus è l’entità del danno e soprattutto la sua durata limitata nel tempo. Anche in questo caso la base può essere emorragica, quando un vaso cerebrale perde sangue e non consente la corretta irrorazione a monte.

Il danno vascolare è molto limitato e si può riparare da solo limitando le conseguenze a problemi che tendono alla risoluzione spontanea in breve tempo. Si può avere un evento ischemico per blocco temporaneo totale o parziale in un ramo circolatorio all’interno del cervello.

Le Lesioni del TIA

In funzione di quale area cerebrale viene colpita, si avranno dei segni caratteristici del patimento cerebrale, molto simili ai sintomi dell’Ictus, anzi spesso sovrapponibili.

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La persona noterà improvvisamente la caduta della faccia per l’abolizione del controllo nervoso dei muscoli facciali, la classica “faccia storta che ben conosciamo nell’Ictus.

Nello stesso modo può essere colpito un arto che perde la sensibilità e la funzionalità oppure può essere colpita la parola o la vista.

In ogni caso i segni del TIA sono caratterizzati dalla loro temporaneità, tanto che spesso le persone colpite arrivano dal medico, anche rapidamente e già non presentano più segni.

Cause del TIA

Nella maggior parte dei casi il TIA ha origine ischemica da interruzione del flusso del sangue in un distretto cerebrale.

Piccoli trombi che entrano in circolo e vanno a bloccare vasi sanguigni di calibro minore sono quasi sempre all’origine del TIA ma spesso dopo essersi fermati in un punto e aver provocato l’ischemia, riescono a rientrare in circolo e se ne vanno, facendo regredire spontaneamente i segni comparsi all’improvviso.

Anche una fibrillazione atriale cardiaca ha la capacità di provocare la formazione di trombi che possono causare il TIA.

Ha molta importanza la presenza nelle arterie di placche di colesterolo che possono ridurre il flusso sanguigno o staccarsi ed entrare in circolo agendo come un trombo.

L’ipertensione può anche provocare il TIA provocando la rottura di vasi sanguigni. Da qui l’importanza di mantenere sotto controllo la Pressione Arteriosa e il Colesterolo.

Cura del TIA

Nella fase della comparsa dei sintomi, i segni che corrispondono anche all’Ictus, non è possibile discriminare tra la possibilità che sia un Ictus o un TIA. Per questo motivo occorre sempre non perdere nemmeno un minuto e chiamare di corsa un’ambulanza.

Se poi si tratta di un TIA, i segni scompariranno presto, in genere al massimo in 24 ore ma spesso in poche ore o anche minuti.

In ogni caso occorre approfondire i motivi dell’evento al fine di prevenire un successivo, potenziale, Ictus.

La cura consiste nella somministrazione di antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti ma anche nel controllo dell’ipertensione facilmente presente e nella riduzione del colesterolo.

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