• Fosfogliceridi: le caratteristiche di questo gruppo di lipidi

    Fosfogliceridi: struttura

    A livello ematico si riscontrano diversi tipi di lipidi, tra cui i fosfogliceroli che a livello strutturale sono simili ai trigliceridi, anche se hanno una propria morfologia: essi sono costituiti da una molecola di glicerolo esterificata con tre acidi grassi, nello specifico nei fosfogliceridi sono presenti due ossidrili del glicerolo esterificati con due molecole di acidi grassi, il terzo va incontro alla reazione di formazione di un estere con acido fosforico, quest’ultimo può coniugarsi ad una molecola polare, come un alcol, un amminoalcol oppure un polialcol. I fosfogliceridi costituiscono quindi i lipidi di membrana più importanti e sono la classe più rappresentativa dei fosfolipidi, che quando vengono posti in ambiente acquoso, formano un doppio strato all’interno del quale le molecole si dispongono con l’asse maggiore perpendicolare al piano del doppio strato, seguendo un orientamento compatibile con la doppia solubilità. In questo modo i gruppi con le teste polari si dispongono verso il mezzo acquoso invece le catene di idrocarburi apolari si orientano coda contro coda all’interno della membrana e creando una regione apolare che trova si trova nella condizione di eliminare l’acqua. Se invece ci trovano le membrane vengono esposte in un habitat apolare o collocate in mezzo a dei detergenti all’improvviso si allontanano. Altre notizie su Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo. Continue reading

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  • Alti livelli di trigliceridi infarto

    Alti livelli di trigliceridi infarto: i rischi

    Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, cioè la probabilità di andare incontro ad un infarto è superiore alla media. Determinati fattori espongono maggiormente al rischio di sviluppare lesioni aterosclerotiche che come conseguenza sono responsabili di un attacco cardiaco. Tra i principali fattori di rischio per l’infarto bisogna segnalare il colesterolo e la pressione alta, degli elementi che aumentano considerevolmente l’esposizione a tali rischi per la salute, per scongiurare questa eventualità è importante apportare delle modifiche alla propria dieta, così facendo si determina non solo la perdita dei chili di troppo ma si favorisce anche la diminuzione della pressione arteriosa e del colesterolo. Si viene a manifestare l’infarto come conseguenza diretta della morte oppure della necrosi di un tessuto o di un organo, in quanto verso di essi non si convoglia il normale apporto di sangue ed ossigeno dalla circolazione arteriosa a loro dedicata. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Ridurre i grassi nell’alimentazione: indicazioni dietetiche. Continue reading

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  • Ridurre i grassi nell’alimentazione: indicazioni dietetiche

    Ridurre i grassi nell’alimentazione

    Per la prevenzione di patologie a carico del sistema cardiovascolare è importante ridurre i grassi nell’alimentazione, e così facendo si contribuisce anche a perdere peso. Il primo accorgimento da adottare consiste nell’eliminare dalla dieta quei cibi che contengono grassi saturi ed i trans, si tratta di sostanze che se assunti in eccesso possono causare danni gravi anche alla salute. Allo stesso tempo bisogna però ridurre drasticamente anche quegli alimenti ad alto indice glicemico, in quanto valori alti di glicemia possono favorire il sovrappeso. Un esempio tipo di alimentazione a basso contenuto di colesterolo, inteso come grassi che possono nuocere alla salute del soggetto, è la dieta mediterranea, che oltre ad essere povera di grassi saturi offre anche un giusto apporto di macronutrienti essenziali, primi tra tutti vitamine e minerali. Ma per dieta mediterranea si deve intendere un regime alimentare ricco di proteine magre, verdura e frutta rigorosamente di stagione, e che utilizza come unico condimento l’olio d’oliva, meglio se adoperato a crudo. Maggiori informazioni si trovano su Colesterolo alto sintomi e controlli. Continue reading

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  • Grassi idrogenati rischio di sviluppare anomalie

    Grassi idrogenati rischio di sviluppare anomalie: condizioni patologiche

    Il consumo costante di grassi idrogenati o parzialmente idrogenati, detti anche grassi trans, nella dieta quotidiana espone il soggetto al rischio di sviluppare anomalie generali anche di grave entità, in quanto si tratta di sostanze che determinano l’insorgenza di diverse condizioni patologiche per l’essere umano quali: cancro, malattie cardiache, problemi a livello osseo, malattie della pelle, squilibri ormonali, sterilità, difficoltà nella gravidanza, problemi di crescita e difficoltà di apprendimento nei bambini. I grassi idrogenati sono la risultanza di una reazione chimica con cui uno o più legami multipli di carbonio vengono ridotti a legami semplici per addizione di atomi di idrogeno, durante questo processo viene impiegato l’idrogeno e delle alte pressioni che permettono agli atomi di idrogeno di ruotare per posizionarsi ai lati opposti della molecola, che tende a raddrizzarsi perdendo la forma che le consente di congiungersi  con le cellule del corpo e svolgere la sua normale funzionalità. Maggiori informazioni si trovano su Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo. Continue reading

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  • Omocisteina valori alti: aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari

    Omocisteina valori alti

    Tra i parametri da controllare per valutare lo stato di salute di una persona bisogna prestare attenzione anche all’omocisteina, un amminoacido che contiene zolfo e che si forma dalla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido solforato essenziale che si trova principalmente negli alimenti proteici. Se si riscontra un’eccesiva concentrazione ematica di omocisteina nel sangue ci si trova dinanzi ad un fattore di rischio cardiovascolare, l’iperomocisteinemia arreca dei danni maggiori rispetto al colesterolo. Infatti l’elevato livello di questo amminoacido da solo è in grado di aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari senza che ci siano altri fattori predisponenti, i rischi possono evidenziarsi già in presenza di valori superiori a 10-12 µmoli per litro, in questa circostanza il soggetto è esposto ad andare incontro a condizioni preoccupanti che possono implicare ictus, aterosclerosi, infarto del miocardio. Tra le cause che possono determinare l’iperomocisteinemia oltre a menzionare la dieta ci sono anche altri fattori eziologici quali: la presenza di fattori genetici oppure di malattie ereditarie, anche l’assunzione di alcuni farmaci può favorire la concentrazione di omocisteina a livello ematico. Maggiori informazioni si trovano su Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo. Continue reading

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  • Colesterolo alto sintomi e controlli

    Colesterolo alto sintomi

    Il colesterolo alto può non evidenziare sintomi manifesti per questo rappresenta un nemico insidioso per il soggetto. È importante dunque monitorare i livelli ematici del colesterolo attraverso un semplice esame del sangue, ed infatti il monitoraggio periodico dei livelli di colesterolo viene  consigliato a partire dai 20 anni in poi, soprattutto se il soggetto ha una certa predisposizione familiare all’insorgenza dell’ipercolesterolemia, in tal caso inoltre il medico tende a consigliare delle periodiche analisi, con una cadenza frequente. L’ipercolesterolemia è una condizione abbastanza diffusa e spesso trascurata perché sanno è una condizione che non provoca sintomi, o meglio le prime manifestazioni sintomatologiche si evidenziano quando i livelli di colesterolo alto sono significativi si fanno sentire quando è troppo tardi determinando un attacco di cuore, un ictus, episodi di trombosi. Per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue è necessari partire da una dieta equilibrata che preveda un basso consumo di grassi, carboidrati e zucchero da associare ad una regolare attività fisica. Altre informazioni utili su Dieta iposodica: la sua utilità. Continue reading

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  • Lipasi: la funzione di questi enzimi idrosolubili

    Lipasi: cosa fanno

    Gli enzimi idrosolubili delle lipasi favoriscono la digestione dei lipidi prendendo parte alla scissione del legame estereo che lega i gruppi ossidrili del glicerolo agli acidi grassi a lunga catena, monitorare i livelli di questi enzimi, rilasciati sia nel cavo orale che in quello gastrico, è importante in quanto un loro deficit causa delle disfunzioni relative all’assorbimento dei grassi: una parte dei lipidi alimentari passa così nelle feci provocando l’eliminazione di escrementi pastosi e lucidi. La lipasi linguale viene prodotta nella zona posteriore della lingua e può proseguire la sua attività anche nel pH acido dello stomaco: le lipasi gastriche e linguali sono in grado di scindere i lipidi alimentari attaccano i trigliceridi producendo acido grasso, diacilgliceroli, acidi grassi liberi. Un’altra fonte di produzione di lipasi è il pancreas anche in questo modo si va incontro a steatorrea che determina una diminuzione della funzionalità del pancreas. Dalla lipasi pancreatica vengono prodotti i monogliceridi e gli acidi grassi liberi, la lipasi pancreatica può staccare entrambi gli acidi grassi dagli ossidrili primari del glicerolo. Per approfondimenti si rimanda all’articolo Valore dei trigliceridi: un po’ di chiarezza. Continue reading

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  • Dieta iposodica: la sua utilità

    Dieta iposodica

    In caso di ipertensione, adiposità localizzate, trigliceridi alti oppure di cellulite è importante seguire una dieta iposodica in quanto l’eccesso di sodio in circolo nel corpo umano causa questa serie di disturbi che possono anche andare incontro a complicanze. La dose giornaliera raccomandata dai nutrizionisti italiani non deve superare i 3500 mg/giorno in quanto l’eccesso di sale arreca danni di non poco conto per la salute in quanto può causare l’insorgenza di diverse malattie. A scopo preventivo quindi per proteggersi da diverse condizioni patologiche è opportuno seguire un regime alimentare equilibrato basato su una dieta iposodica. Si devono per questo motivo ridurre alcuni cibi particolarmente ricchi di sale come ad esempio gli insaccati, i brodi, il cibo in scatola, i cibi disidratati con il sale, il baccalà, le alici, le aringa sotto sale, le sarde, il prosciutto crudo, lo speck, i formaggi, i cibi in salamoia, i prodotti sott’olio o sottoaceto. Una strategia utile può consistere nel ridurre il sale usando invece per insaporire i cibi le spezie, in alternativa si può utilizzare il sale iposodico, solo però su indicazione medica. Altre notizie si trovano su Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo. Continue reading

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  • Benefici della cannella nei confronti dell’iperglicemia e del colesterolo

    Benefici della cannella nei confronti dell’iperglicemia e del colesterolo: la sua azione

    Diversi studi sperimentali hanno rivelato i benefici della cannella nei confronti dell’iperglicemia e del colesterolo. In particolare si consiglia di fare scorte di questa spezia da scegliere in stecche, in quanto più ricca di principi attivi, e deve essere tritata al momento dell’utilizzo questo perché è stato dimostrato che la cannella aiuta l’organismo a contrastare il diabete e l’iperglicemia se somministrata regolarmente per un periodo prolungato di 12 settimane è in grado di abbassare i livelli ematici di zucchero. Altri studi condotti di recente hanno invece rivelato che per tenere a bada il colesterolo ed i livelli di trigliceridi nel sangue può essere utile assumere quotidianamente mezzo cucchiaino di cannella, in particolare  la dose consigliata consiste in due o tre grammi di cannella in polvere dopo i pasti per ridurre il livello di colesterolo cattivo e dei trigliceridi ma allo stesso tempo si contribuisce anche a ridurre il livello di zucchero nel sangue. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo.

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  • Azione brucia grassi pompelmo

    Azione brucia grassi pompelmo e le altre proprietà

    Da tempo è stata appurata l’efficace azione brucia grassi ed anticolesterolo svolta dal pompelmo che garantisce non solo un basso apporto di calorie, ma contiene anche delle sostanze che favoriscono la riduzione del grasso a cui si aggiungono altre azioni utili quali: la stimolazione del metabolismo epatico, l’apporto di vitamine e di minerali. In particolare  la pectina a contribuire a ridurre il livello del colesterolo e dei grassi a cui si aggiunge un’altra sostanza preziosa: l’acido galatturonico naturale a cui si deve un’ulteriore potere brucia grassi ed anti-colesterolo. Grazie a questo mix di sostanze il succo di pompelmo permette inoltre di prevenire l’arteriosclerosi e le malattie di tipo cardiaco, a scopo preventivo quindi può essere consumato per scongiurare le malattie del cuore. Da quanto poi evidenziato da un gruppo di ricercatori statunitensi se si consuma regolarmente il pompelmo si contribuisce a far diminuire il livello di insulina, in questo modo si scongiura l’aumento del peso corporeo a cui sono associati diversi disturbi. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Valori di lipidemia e peso corporeo. Continue reading

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