• Trigliceridi bassi ipobetalipoproteinemia

    Trigliceridi bassi ipobetalipoproteinemia: la connessione

    Tra le condizioni patologiche che possono determinare valori di trigliceridi bassi nel sangue vi è l’ipobetalipoproteinemia, una malattia che si caratterizza per dei costanti livelli bassi di apolipoproteina B e colesterolo LDL che può comportare spesso un malassorbimento dei grassi. Il calo dei livelli dei trigliceridi è da imputare ad un’alterazione genetica dovuta alla mutazione del gene della apolipoproteina B, il cui compito è quello di trasportare i lipidi nel sangue, quest’anomalia può inoltre causare un ritardo della crescita. Sotto la denominazione ipobetalipoproteinemia vengono incluse delle malattie del metabolismo ipoproteico che comprendono principalmente due diverse forme: la forma familiare grave ad esordio precoce e la forma familiare benigna. Questo disturbo quindi è da collegare a delle anomalie nelle proteine che prendono parte al processo di sintesi, secrezione e catabolismo delle lipoproteine che contengono l’apolipoproteina B questo fattore viene così trasmesso come carattere recessivo da attribuire alle mutazioni omozigoti del gene MTTP. In ambito clinico però sono note anche altre ipobetalipoproteinemie familiari gravi ad esordio precoce che vengono trasmesse come carattere codominante, in questo caso emergono delle mutazioni omozigoti del gene APOB. Maggiori notizie su Valori normali trigliceridi:come interpretare i risultati.

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  • Tenere sotto controllo i valori dei trigliceridi

    Tenere sotto controllo i valori dei trigliceridi in caso di  ipotrigliceridemia

    I trigliceridi assolvono ad un importante ruolo per l’organismo in quanto garantiscono la principale  fonte energetica per i muscoli per cui è opportuno tenere sotto controllo i valori dei trigliceridi ricercando le cause di eventuali aumenti oppure cali. Non bisogna solo riportare nel range di riferimento normale i livelli alti di trigliceridi ma anche quelli bassi in quanto la quantità di grassi in circolo a livello ematico è indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo. Ed infatti i trigliceridi, come anche il colesterolo ed i fosfolipidi costituiscono dei grassi utili da ricavare dall’alimentazione per utilizzare in caso di necessità e normalmente come fonte energetica. In caso di ipotrigliceridemia, segnalata da valori al di sotto dei 100 mg/dl, bisogna prestare attenzione a tale condizione perché potrebbe essere la spia di patologie di diversa entità oppure di condizioni fisiologiche legate alla malnutrizione e quindi ad una dieta troppo restrittiva dal punto di vista dell’apporto di grassi e di carboidrati; anche la pratica di un’attività sportiva ad un livello eccessivo può determinare il calo dei valori dei trigliceridi. Altre notizie si trovano su Valori normali trigliceridi:come interpretare i risultati. Continue reading

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  • Ipertligliceridemia primaria e secondaria: le cause

    Ipertligliceridemia primaria e secondaria

    In presenza di costanti episodi di trigliceridi alti nel sangue il soggetto va incontro alla condizione di ipertrigliceridemia in ambito medico si identifica la forma primaria e quella secondaria. Si parla di ipertligliceridemia primaria o familiare se si tratta di una condizione patologia che viene  trasmessa a livello genetico, talvolta a questo carattere autosomico dominante si possono associare altri fattori che possono contribuire ad accentuare i livelli ematici di trigliceridi alti e tra le cause principali vanno menzionate  l’obesità e la ridotta tolleranza al glucosio. Invece si viene ad evidenziare  la forma di ipertrigliceridemia secondaria quando si registra un aumento secondario di questo gruppo di lipidi nel sangue, in tal caso però la componente genetica non assume alcun peso, ma intervengono delle cause di altro genere di solito si assiste ad una commistione di uno o più fattori di tipo: comportamentale, ambientale e patologico.  Nel caso di ipertrigliceridemia secondaria il soggetto può essere affetto anche da: diabete mellito, sindrome nefrosica, insufficienza renale, obesità. Tra gli altri fattori da prendere in considerazioni ci sono poi: gli eccessi alimentari; abuso di alcol; assunzione di alcuni farmaci, per lo più corticosteroidi ed estrogeni. Maggiori informazioni si trovano su Tutti i modi per abbassare i trigliceridi. Continue reading

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  • Valori di lipidemia e peso corporeo

    Valori di lipidemia

    Il controllo di valori di lipidemia è un indice importante perché permette di monitorare la concentrazione dei lipidi nel sangue: in condizioni normali i livelli di lipemia sono pari a 500÷850 mg/100 ml di siero, in questo range vengono compresi i livelli di colesterolo pari a 160÷200 mg/100 ml; il contenuto di trigliceridi pari a 50÷170 mg/100 ml; comprende anche il dosaggio di acidi grassi liberi (10÷20 mg/100 ml); il valore di fosfolipidi che ammonta a 150÷250 mg/100 ml. Attraverso questo valore ematico si analizza il quadro lipidico del soggetto a scopo preventivo per neutralizzare l’insorgenza delle malattie di tipo cardiovascolari. Inoltre assume un ruolo centrale anche il monitoraggio dei livelli di colesterolo nel sangue, anche questo indice diagnostico ha assunto negli ultimi anni un’importanza sempre più rilevante  in quanto agisce come predittore favorendo la riduzione di possibili complicanze a livello cardiovascolare che si traducono nell’insorgenza di ictus e di infarto. Sulla base della concentrazione di lipidi nel sangue si possono intraprendere dei trattamenti di tipo farmacologico e di natura non farmacologia  validi per contrastare l’insorgenza di problema di salute. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Colesterolo e trigliceridi a confronto. Continue reading

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  • Lipidi nel sangue: colesterolo buono e cattivo

    Lipidi nel sangue: colesterolo

    Non tutti i lipidi presenti nel sangue sono dei nemici per la salute dell’organismo ed infatti accanto ai grassi che possono essere definiti come cattivi ci sono anche dei lipidi buoni, se non si mantiene il giusto equilibrio tra queste due tipologie di grassi ematici si può incorrere però in diverse patologie come ad esempio l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari. La contrapposizione tra lipidi buoni e cattivi si evidenzia anche in riferimento al colesterolo, una sostanza prodotta principalmente nel fegato, di cui si distinguono due forme: il colesterolo HDL (High Density Lipoprotein) e il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein). Se a livello ematico si riscontra un’elevata concentrazione di colesterolo cattivo, ossia  di colesterolo LDL, esso tende ad accumularsi nei vasi sanguigni, contribuendo all’insorgenza dell’arteriosclerosi, dell’infarto cardiaco, dell’angina pectoris, dell’ictus cerebrale, di disfunzioni a livello dell’irrorazione del sangue. Per quanto riguarda invece il colesterolo HDL, che costituisce la forma buona, il suo compito principale è quello di protegge i vasi sanguigni. È perciò auspicabile per una buona salute avere dei tassi sanguigni elevati di HDL ed il più possibile bassi di LDL. Maggiori informazioni si trovano su Colesterolo e trigliceridi a confronto. Continue reading

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  • Dieta trigliceridi alti: un’alimentazione povera di lipidi

    Dieta trigliceridi alti: limitare i lipidi

    Un’alimentazione basata su una dieta povera di lipidi è fondamentale per chi ha i trigliceridi alti,  questo tipo di grassi contenuti nel sangue vengono utilizzati per produrre energia. Per un buon stato di salute è necessario quindi seguire una dieta salutare che mira a ridurre il sovrappeso che costituisce uno dei principali fattori di rischio di trigliceridi alti ma anche di altre condizioni patologiche quali: malattie cardiache, diabete, ictus, colesterolo. I dietisti suggeriscono alle persone in sovrappeso di perdere peso per favorire la riduzione dei livelli di trigliceridi, in questo modo si contribuisce a migliorare lo stato di salute in generale. Si devono per prima cosa ridurre le calorie perché un esubero di lipidi all’interno del corpo viene in seguito immagazzinato come riserva di grasso: riducendo le cellule adipose scende anche il livello di trigliceridi. Bisogna adottare un regime dietetico povero di grassi di origine alimentare, bisogna inoltre ridurre il consumo di carboidrati, è necessario poi limitare il consumo di zuccheri e di dolci, è necessario limitare il consumo di lipidi. Maggiori informazioni si trovano su Dieta brucia grassi per trigliceridi alti: alcuni consigli. Continue reading

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  • Trigliceridi valori anomalie: come controllarle

    Trigliceridi valori anomalie

    Per scongiurare eventuali rischi a livello cardiovascolare è opportuno monitorare i trigliceridi valori per riscontrare delle anomalie che segnalano uno stato di salute non ottimale. Trattandosi di un dato che rivela un indice relativo al profilo lipidico di un soggetto è opportuno neutralizzare l’esposizione a danni a livello cardiaco e circolatorio abbassando i valori se risultano troppo elevati se rapportati al range di riferimento considerato normale. In presenza di un aumento dei valori di trigliceride mia è necessario intervenire principalmente sulla dieta in quanto l’elevata quantità di questa tipologia di lipidi è da ascrivere ad un eccessivo introito calorico, risulta  quindi fondamentale adottare un regime sano, equilibrato ed ipocalorico per far rientrare nella norma i livelli ematici dei trigliceridi. Una condizione di ipertrigliceridemia espone il soggetto ad elevati fattori di rischio coronarici, quindi bisogna intervenire prontamente quando si riscontrano delle concentrazioni superiori a 1000 mg/dl poiché si tratta di una situazione estremamente pericolosa per la stessa vita dell’individuo che viene tra l’altro esposto al di pancreatite. Ulteriori notizie utili si trovano su Valore trigliceridi: che fare? Continue reading

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  • Dieta brucia grassi per trigliceridi alti: alcuni consigli

    Dieta brucia grassi per i trigliceridi alti

    Per ridurre il tessuto adiposo in eccesso si consiglia una dieta brucia grassi per trigliceridi alti in quanto l’eccessivo accumulo di questi grassi nel sangue dipende principalmente da un regime alimentare scorretto. Adottando dunque una dieta equilibrata e bilanciata si ottengono diversi benefici per la salute e la forma fisica ed infatti un livello alto di questo gruppo di lipidi nel sangue non solo può determinare problemi epatici e cardiovascolari ma appesantisce anche il corpo arrecando gonfiore. Per ridurre il livello dei trigliceridi è necessario prima di tutto ridurre l’apporto di carboidrati, grassi e zuccheri da sostituire da proteine magre, cereali, frutta e verdura che hanno l’obiettivo di bruciare i grassi. Un regime alimentare ipocalorico rappresenta una valida soluzione da intraprendere, ed in questo caso risultano particolarmente utili quegli alimenti che possiedono delle calorie negative a cui ascrivere l’azione brucia grassi che permette di disintossicare l’organismo. Maggiori informazioni si trovano su Dieta colesterolo trigliceridi: ridurre i grassi nel sangue. Continue reading

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  • Trigliceridi bassi: quando l’ipotrigliceridemia è preoccupante

    Trigliceridi bassi: ipotrigliceridemia

    Con il termine medico ipotrigliceridemia si fa riferimento al riscontro di livelli di trigliceridi bassi nel sangue spesso se il gap rispetto al range di riferimento considerato normale è esiguo e la bassa concentrazione di trigliceridi si risolve nel breve tempo non costituisce un problema, invece quando l’ipotrigliceridemia è significativa allora bisogna risalire alla causa che determina l’alterazione. In molti casi i trigliceridi bassi sono comuni nelle persone malnutrite: chi si è sottoposto ad una dieta ipocalorica restrittiva caratterizzata dall’esclusione di grassi e carboidrati può presentare dagli esami del sangue un valore di trigliceridi bassi. Un’altra circostanza non patologica che determina l’insorgenza dell’ipotrigliceridemia di solito è la pratica un’attività sportiva quasi a livello agonistico e qualora ci si sottoponga ad un allenamento eccessivo si possono riscontrare questi valori dall’esame del sangue. Alcune classi di farmaci possono diminuire i livelli di trigliceridi nel sangue come ad esempio quelli che contengono nella loro formulazione acido ascorbico, statine, acido nicotinico e fibrati. In questi casi sopracitati il soggetto non lamenta sintomi caratteristici in quanto l’ipotrigliceridemia non è il campanello d’allarme di una malattia che può provocarla. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di Trigliceridi valori bassi: i sintomi. Continue reading

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  • Trigliceridi alti rischio cardiovascolare

    Trigliceridi alti rischio cardiovascolare: una stretta relazione

    In caso di ipertrigliceridemia è necessario controllare periodicamente i valori di trigliceridi alti per prevenire il rischio cardiovascolare a cui imputare diverse condizioni patologiche. Quando si evidenzia una concentrazione sanguigna di questi lipidi superiore a 200 mg/dL allora si riscontra uno stato di ipertrigliceridemia che deve essere risolto attraverso uno specifico trattamento dietetico da poter associare con una terapia farmacologica ed una regolare attività fisica. I trigliceridi infatti costituiscono un marker importante per la salute dell’organismo con cui è possibile valutare il rischio cardiovascolare che si traduce in genere in una maggiore esposizione nei confronti di malattie che possono portare anche a delle complicanze gravi quali: angina pectoris, coronaropatie,  trombosi, infarto. I trigliceridi alti sono potenzialmente pericolosi in relazione al tipo di lipoproteine in cui questi grassi vengono immagazzinati, in prevalenza i lipidi si concentrano all’interno di chilomicroni, VLDL e ILDL. Sono maggiormente esposti al rischio cardiovascolare i soggetti che evidenziano la sindrome metabolica, un quadro clinico caratterizzato non solo da valori alti di trigliceridi ma anche da altri fattori preoccupanti quali: obesità addominale, glicemia alta, ipertensione, ipercolesterolemia. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di Valore dei trigliceridi: un po’ di chiarezza. Continue reading

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