• Approfondimenti

    Classificare iperlipidemie come avviene

    Classificare iperlipidemie

    Il quadro clinico delle iperlipidemie viene diagnosticato in presenza di un livello di colesterolo e/o di trigliceridi alto a livello ematico, facendo riferimento a questi dati si vengono a classificare tre diverse forme di iperlipidemie quali: ipercolesterolemie, ipertrigliceridemie, iperlipidemie combinate caratterizzate dalla compresenza di livelli alti di colesterolo e di trigliceridi. Si tratta di patologie riconducibili a diversi fattori eziologici tra cui alcune cause congenite, spesso uno stile di vita sregolato caratterizzato da un regime alimentare non sano in associazione alla sedentarietà possono favorire l’insorgenza di tali problematiche. Per impostare un’adeguata terapia dopo aver accertato l’esistenza di una iperlipidemia, è importante deliberare se si tratti di una forma primitiva o secondaria, in base quindi all’attuale classificazione delle iperlipidemie si esegue l’elettroforesi del siero con cui è possibile individuare le lipoproteine che includono i lipidi ematici, ogni singolo fenotipo è causato dalla presenza di un’alterazione primitiva del metabolismo lipidico da classificare come iperlipoproteinemie primitive, oppure si possono riscontrare delle anomalie metaboliche causate da altri fattori che delineano il quadro clinico dell’iperlipoproteinemie secondarie. Maggiori informazioni sull’argomento si trovano su Iperlipoproteinemia tipi e forme. Continue reading

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  • Test Lipidomic Profile a cosa serve

    Test Lipidomic Profile a cosa serve

    Per valutare la composizione lipidica delle membrane cellulari si ricorre al test Lipidomic Profile con cui è possibile determinare lo stato di salute del soggetto mediante l’identificazione sistematica dei lipidi, facendo anche riferimento alla caratterizzazione strutturale e funzionale dei grassi permettendo così di diagnosticare eventuali condizioni patologiche. L’esecuzione del test su un campione di sangue venoso si focalizza sull’analisi degli acidi grassi plasmatici e di membrana dei globuli rossi. Il Lipidomic Profile consente quindi di valutare lo stato nutrizionale e metabolico del soggetto con lo scopo di identificare eventuali deficit oppure un eccesso di enzimi del metabolismo degli acidi grassi polinsaturi o di acidi grassi; questo esame è quindi utile nella prevenzione e nella diagnosi delle malattie, inoltre permette di monitorare il paziente per appurare l’efficacia delle terapie. Il contesto clinico in cui viene eseguito il test è quelli relativo a patologie cardiovascolari, obesità, malattie infiammatorie, malattie neurodegenerative, patologie oculistiche oppure dermatologiche. Per altre notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Film idrolipidico quale funzione ha. Continue reading

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  • Film idrolipidico quale funzione ha

    Film idrolipidico funzioni e composizione

    Lo strato protettivo che riveste la pelle proteggendola dalle aggressioni esterne è formato dal film idrolipidico o mantello acido prodotto dalle ghiandole sebacee e sudoripare e dalla traspirazione, in particolare questa pellicola protettiva della pelle consente di mantenere l’emollienza cutanea, contrastando l’eventuale aggressione da parte di patogeni. Dopo la produzione del film questa sostanza defluisce nei solchi cutanei concentrandosi nei diversi distretti in maniera differente, di fatto l’accumulo nelle ghiandole sudoripare e sebacee determina zone più o meno dotate del rivestimento idrolipidico. La composizione del film idrolipidico prevede la presenza di: sebo, acqua, detriti cellulari derivati da residui dei cheratinociti, sostanze di derivazione batterica oppure esogena. È fondamentale proteggere l’integrità di questa pellicola cutanea visto che ad essa spettano diverse funzioni che preservano la stessa salute della pelle, di fatto lo strato protettivo impedisce che avvenga l’evaporazione dell’acqua presente nell’epidermide attivando nel medesimo tempo un’azione antimicrobica ed antinfettiva questo perché questo mantello acido prevede una composizione chimica leggermente acida che consente di mantenere  il pH cutaneo ben equilibrato e quindi in grado di contrastare le sostanze alcaline e di prevenire la colonizzazione di patogeni. Il film idrolipidico può andare incontro ad impoverimento a causa di diversi fattori tra cui l’uso di detergenti che possono inaridire la pelle, anche l’aria secca e calda può alterare la composizione dello strato protettivo della pelle, nei bambini spesso si può verificare il degrado del mantello acido a causa del continuo contatto con il pannolino. Altre notizie si trovano su Tessuto cardiaco alta percentuale di grasso di deposito. Continue reading

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  • Ipertrigliceridemia steatosi epatica

    Ipertrigliceridemia steatosi epatica

    L’ipertrigliceridemia può associarsi a diverse condizioni patologiche tra cui la steatosi epatica, in questo caso il fegato grasso è dovuto ad un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche. In ambito clinico si identificano diverse eziologie della steatosi epatica dovute essenzialmente a tre cause principali quali: aumentato apporto di grassi, ridotto smaltimento dei lipidi, aumentata sintesi endogena di grassi. Possono determinare un aumento dell’apporto di grassi l’adozione di un regime alimentare eccessivamente calorico ed iperlipidico, un altro fattore che può causare tale aumento è da imputare ad un incremento della mobilizzazione degli acidi grassi non esterificati (i cosiddettiNEFA) dovuto all’assunzione di caffeina oppure all’influenza di alcune patologie quali il diabete mellito o la malattia di Von Gierke. Si riscontra invece la condizione di steatosi da ridotto smaltimento di grassi in presenza di ipossia, ossia di carenza di ossigeno nell’intero organismo, ma possono determinare questa condizione anche altre cause scatenanti quali: difetti della sintesi delle apolipoproteine, una dieta ipoproteica, carenza di colina (vitamina J), deficit di vitamina B12, eccesso di niacina. Le steatosi da aumentata sintesi dei grassi sono causate da un accumulo di grassi per meccanismi di sintesi endogena causate dall’assunzione di barbiturici ed alcol. Maggiori notizie su Effetto ipotrigliceridemizzante regime alimentare. Continue reading

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  • Terapia farmacologica e rischio cardiovascolare

    Terapia farmacologica e rischio cardiovascolare

    Per favorire la riduzione del rischio cardiovascolare si deve intraprende una cura personalizzata per ogni paziente con lo scopo di ottenere degli obiettivi specifici che possono mutare da soggetto a soggetto, in particolare la relazione tra terapia farmacologica e rischio cardiovascolare assume un ruolo decisivo per poter controllare la dislipedemia nei pazienti con diabete di tipo 1 e 2 ma anche la malattia renale di carattere cronico. In base alle linee guida mediche europee ed internazionali nella valutazione dei benefici relativi della terapia farmacologica assume un ruolo decisivo la definizione del rischio cardiovascolare individuale generale, inoltre soffermandosi sul rapporto tra rischio e beneficio si vengono ad evidenziare diversi parametri fondamentali per il proseguimento della cura visto che forniscono eventuali effetti avversi e la durata del trattamento. Il trattamento di elezione in caso di dislipedemia consiste nell’assunzione di statine con lo scopo di prevenire il rischio cardiovascolare, questa terapia viene generalmente prescritta a soggetti colpiti da ipercolesterolemia familiare, iperlipidemia combinata e diabete. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Quadro clinico dell’insufficienza renale associato a dislipidemia. Continue reading

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  • Soia colesterolo totale

    Soia colesterolo totale

    Il consumo della soia e dei suoi derivati abbassa il livello di colesterolo totale agendo allo stesso tempo in maniera benefica sulla frazione HDL che costituisce il colesterolo buono. Da diversi studi è emersa l’azione ipocolesterolemizzante di questo legume che può contare su diverse componenti nutrizionali che consentono di attivare questo effetto di tipo curativo, la composizione della soia prevede la presenza di diverse sostanze quali: fosfolipidi, fibra alimentare, fitosteroli, proteine, lipidi polinsaturi. Vista la sua azione ipocolesterolemizzante questo alimento costituisce un rimedio essenziale nella terapia nutrizionale che il soggetto adotta per contrastare questa forma di dislipidemia, in particolare perché le proteine di questo legume sono in grado di stimolare i recettori specifici delle LDL all’interno delle cellule del fegato favorendo in questo modo la captazione delle molecole di colesterolo cattivo in circolo nell’organismo. Oltre a favorire la riduzione dei livelli del colesterolo totale la soia è in grado di attivare altre proprietà di tipo farmacologico che si esplicano nel diminuire i disturbi della menopausa e nella prevenzione del tumore al seno. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Trigliceridi alti soia: l’utilità della lecitina. Continue reading

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  • Trigliceridi alti casi di trombosi

    Trigliceridi alti casi di trombosi

    Il rischio di sviluppare diverse condizioni patologiche è direttamente connesso con i trigliceridi alti e tra le patologie che possono registrarsi si verificano anche casi di trombosi. Quando si parla di trombosi si fa riferimento ad un problema che riguarda le arterie causando infarto ed ictus, ma possono venir interessate anche le vene dove possono formarsi coaguli di sangue che vanno ad occludere il vaso sanguigno inibendo la normale circolazione, in questo caso la trombosi venosa  colpisce in genere gli arti inferiori oppure quelli superiori, più raramente possono venir coinvolte anche le vene profonde dell’addome. La presenza di un coagulo di sangue sulle pareti dei vasi arteriosi, venosi, capillari o coronarici può determinare una condizione potenzialmente grave, dal momento che il trombo può assumere delle dimensioni più consistenti tanto da finire per ostruire il lume del vaso bloccando il regolare flusso del sangue. Si assiste ad un peggioramento del quadro clinico del paziente quando i trombi vanno ad intasare grossi vasi arteriosi sottraendo così ossigeno e nutrimento a diverse parti del corpo che vanno incontro a necrosi. Altre notizie si trovano su Trigliceridi alti rischio cardiovascolare. Continue reading

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  • Trigliceridi alti ortica

    Trigliceridi alti ortica: quali proprietà offre

    In caso di trigliceridi alti sono utili tutte quelle erbe amare ricche di fitosteroli tra cui l’ortica la cui azione favorisce il ripristino dell’equilibrio nella produzione del colesterolo. Tra le piante che possiedono un maggiore livello di fitosteroli bisogna segnalare oltre all’ortica anche l’iperico delle piante che contengono un alto contenuto di principi attivi capaci di trattenere i grassi nell’intestino contrastando l’assorbimento a livello ematico. In genere l’iperico può essere assunto quando i trigliceridi alti dipendono da situazioni di stress e tensioni, invece l’ortica è utile viene consigliata nel caso in cui l’aumento dei grassi nel sangue è correlato a disturbi circolatori. L’ortica si dimostra un depuratore e regolatore a livello ematico, per cui è in grado di abbassa il contenuto di grassi e di zucchero nel sangue, per questo motivo sono raccomandate le tisane a base di ortica a chi ha trigliceridi alti ma anche a chi soffre di diabete del tipo 2; a scopo preventivo, per contrastare l’insorgenza di questo genere di patologie. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Fitosteroli colesterolo effetti. Continue reading

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  • Sindrome coronarica acuta (SCA) di cosa si tratta

    Sindrome coronarica acuta (SCA) come si manifesta

    Per definire la sindrome coronarica acuta (SCA) si deve partire dall’analisi della sintomatologia che si evidenzia con la manifestazione di dolore toracico che fa sospettare una patologia cardiovascolare; dopo l’insorgenza di questo sintomo doloroso il soggetto risente di uno spostamento dal torace verso il braccio sinistro della sensazione dolorosa, a cui si associano disturbi neurovegetativi quali nausea e vomito. Per formulare prontamente la diagnosi, evitando così che  il cuore venga danneggiato da una prolungata ischemia, è necessario provvedere alla raccolta dell’anamnesi del paziente, soffermandosi sul riscontro di alcuni segni clinici specifici forniti grazie all’esecuzione dell’elettrocardiogramma e dal prelievo di sangue che rende possibile monitorare i livelli di troponina I, mioglobina, profilo coagulativo; si deve inoltre controllare la pressione arteriosa anche nel lungo tempo. Mediante il rilevamento di  alterazioni elettrocardiografiche correlate agli esami di laboratorio, è possibile non solo individuare le caratteristiche della sindrome coronarica acuta ma allo stesso tempo può essere identificato il trattamento più adeguato. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Quadro clinico dell’insufficienza renale associato a dislipidemia. Continue reading

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  • Colesterolo alto anacardi quali proprietà possiedono

    Colesterolo alto anacardi

    Per combattere il colesterolo alto si possono trovare dei buoni alleati negli anacardi che tra l’altro sono utili per contrastare altri disturbi molto diffusi tra la popolazione di una certa età quali: osteoporosi, fragilità vascolare, problemi articolari, degenerazione maculare degli occhi,  diabete di tipo 2 in quanto favorirebbero l’assorbimento degli zuccheri. Gli anacardi offrono quindi dei preziosi benefici di carattere curativo e farmaceutico, partendo dalla considerazione che pur trattandosi di una tipologia di frutta secca contengono meno grassi, inoltre sono costituiti da acidi grassi insaturi tra cui l’acido oleico, una sostanza che agisce in maniera salutare nei confronti del cuore e dei vasi sanguigni; di fatto la presenza di acido oleico oltre a risultare positiva per il cuore offre dei benefici per tutto l’apparato cardiovascolare. Anche l’apporto di magnesio fornisce un effetto salutare visto che questo minerale interviene direttamente sulla pressione arteriosa regolandola, inoltre ha un effetto sul sistema nervoso. Non bisogna poi trascurare un’altra fonte di sostanze vantaggiose per l’organismo che si trovano nella composizione degli anacardi: le sostanze a cui ascrivere proprietà antiossidanti, per questa ragione il consumo di questa tipologia di frutta secca permette di contrastare l’attività dei radicali liberi favorendo così il rallentamento del processo di invecchiamento a livello cellulare. Maggiori notizie su Acidi grassi essenziali della frutta secca. Continue reading

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